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Un cognome scolpito nella pietra... | Storia di Arcisate e della Valceresio | Apparizioni documentate del cognome Comolli
Arcisate: un documento del tardo Quattrocento

Apparizioni documentate del cognome Comolli

Le prime tracce del cognome Comolli risalgono a documenti del tardo Quattrocento. La grafia è a volte "Comolus" o "Comolo", fino a quando si assesta la forma "Comolli" (Cinquecento).

Il documento forse più antico è un atto del 20 febbraio 1481: davanti al notaio Giovanni Pietro Piantanida, la comunità di Arcisate delibera un divieto di tagliare legna per quattro anni in una certa area del paese. Tra i convenuti risulta un certo Giorgio di Arcisate del fu Comolo (Comolo dunque era in questo caso un nome di battesimo e non un cognome -- che ne deriva come patronimico).

Il 6 agosto 1491 figura in un altro atto notarile il console di Arcisate chiamato Vanono Comolus del fu Andriolo (in altri documenti appare come Vanono Comolli). In questo atto, il console Vanono Comolli designa alcuni membri della comunità di Arcisate quali rappresentanti del paese in sede di cause, liti, controversie. Tra i designati appare anche un Pietro Comolli. Due alternative: o si tratta di un antico caso di nepotismo, o il cognome Comolli ha già una tale diffusione da essere comune e prestarsi a questo genere di coincidenze. (Ovviamente noi Comolli propendiamo per la seconda ipotesi.)

Il 2 novembre 1536 tra i testimoni di un atto della congregazione di Arcisate figurano Antonio Vanoni del fu Ariolo Comolli e il prete Paolo Comolli di Bernardo, canonico della chiesa di S. Vittore. Questi due personaggi meritano qualche riga in più.

  • Antonio Vanoni del fu Ariolo Comolli ha una svolta nella sua carriera l'anno successivo: il 21 maggio 1537 i notabili di Arcisate lo eleggono "camparo" (guardia campestre) del paese; nell'atto il suo nome appare come Antonio Vanoni de Comolo (Comolli). Tra i designati come "estimatori" (giudici) del suo operato c'è Battista Temporino de Comolli e tra i testimoni dell'atto c'è Antonio Temporino de Comolli del fu Battista.
  • Lo stesso prete Paolo Comolli ricorre come teste in numerosi altri documenti dell'epoca (ad esempio un atto del 24 febbraio 1546 e un atto del 9 settembre 1559). Poteva essere un personaggio non integerrimo, stando ad alcuni documenti che attestano indagini delle autorità ecclesiastiche circa la sua effettiva qualifica come sacerdote: pare che avesse smarrito le prove della sua ordinazione. Non ci fu verso di cavargliele. Nel 1558 risulta annoverato tra i (piccoli) possidenti terrieri di Arcisate.

Nel 1556 viene assunto ad Arcisate un maestro di grammatica: è la prima attestazione dell'istruzione elementare in paese. Non si tratta di una scuola pubblica, ma di un contratto privato con un insegnante assunto per insegnare a leggere e scrivere (Giovanni Antonio de Pongis, proveniente da Intra). Il contratto e le relative spese vengono gestiti da quattro facoltosi cittadini: due Mozzoni (della famiglia nobiliare di cui si ammira ancora oggi a Bisuschio la splendida Villa Cicogna-Mozzoni) e due Comolli (Alessandro Comolli del fu Giovanni e Luigi Comolli del fu Giorgio).

Il 15 marzo 1558 un atto della congregazione viene siglato alla presenza di un notaio e due pronotai di Arcisate, tra cui Giovanni Antonio Comolli del fu Tommaso. In seguito le firme di vari notai Comolli appariranno in calce ad atti della comunità.

Nel mese di novembre 1558 viene eletto console di Arcisate Francesco de Gunela de Comolo (Comolli), del fu Stefano. Suo luogotenente è eletto Cesare Comolli del fu Battista. Numerosi altri Comolli figurano tra i membri della congregazione.

Il 30 novembre 1560 una settantina di abitanti di Arcisate, in rappresentanza dell'intera comunità, si riuniscono in convocazione per eleggere "i discreti e prudenti nobili Luigi Buzzi, Ercole Visconti e Alessandro Comolli quali loro Sindaci e Procuratori, per agire a loro nome per investire, denunciare, vendere beni comunitari, prendere a prestito soldi, deputare e nominare i consoli, i campari e il vaccaro, stabilendo il loro salario. Fare inoltre qualsiasi statuto e ordinamento".
Tra le firme dei 73 arcisatesi compaiono numerosi Comolli:

  • Magistro Comolli Alessandro fu Giovanni;
  • Magistro Comolli Antonio fu Bartolomeo;
  • Comolli Baldassarre fu Giuseppe;
  • Comolli Botte Giovanni Maria fu Vincenzo;
  • Comolli Giacomo di Antonio detto Vanetto;
  • Comolli Giacomo fu Francesco;
  • Comolli Giovanni fu Pietro detto Grezi;
  • Comolli Giovanni Maria fu Gerolamo;
  • Comolli Giovanni Stefano fu Battista;
  • Comolli Marco fu Andrea;
  • Comolli Paolo fu Luigi;
  • Comolli Pietro Donato fu Donato;
  • Comolli Stefano fu Antonio;
  • Comolli Stefano fu Giacomo;
  • Comolli Stefano fu Giovanni Tognino;
  • Comolli Temporini Luigi fu Battista;
  • Comolli Temporino Antonio fu Battista;
  • Comolli Tommaso di Pietro;
  • Comolli Vincenzo di Gabriele.

La visita pastorale di S. Carlo Borromeo nel 1574 è l'occasione in cui si documenta con una certa ampiezza la fisionomia dei paesi della Valceresio. All'epoca risulta con certezza che il cognome Comolli è il più diffuso ad Arcisate (19 capifamiglia) e presente anche a Brenno.

In generale, a partire dalla seconda metà del Cinquecento le tracce di Comolli nei documenti si moltiplicano. Impossibile ricordarne qui ogni apparizione: v. il ricchissimo libro di G. Buzzi e C. Buzzi citato in fondo alla pagina. Ecco in ordine sparso alcuni esempi tra il Cinquecento e l'Ottocento.

Il temperamento comollesco sembra a volte un po' rissoso. Ecco dunque ricordati alcuni Comolli eccessivamente esuberanti.

  • Nel 1559 Battista Comolli detto Temporino aggredisce, insulta e percuote Stefano de Pozolo. L'offeso alla fine accetta di firmare un atto di perdono-remissione (al cospetto del notaio Giovanni Antonio Comolli del fu Cesare).
  • Nel 1617, un episodio davvero increscioso: una notte, il reverendo chierico Francesco Comolli (per l'occasione in abiti civili e coperto da un mantello) e suo fratello Giovanni Antonio Comolli, armati di archibugio, fermano e terrorizzano due viandanti. Forse effettuavano una specie di ronda, fatto sta che fortunatamente non ci furono conseguenze. Eccettuato, naturalmente, un certo scalpore di cui è rimasta traccia in alcuni documenti con le testimonianze degli aggrediti.

Ma il temperamento comollesco risulta anche incline all'arte. In particolare, l'arte della lavorazione della pietra (come ricordato in apertura di questa sezione: Comolli nella storia). Non solo la zona di Arcisate è da sempre legata a tale settore, non solo nei secoli vari Comolli risultano proprietari di cave e fornaci o impegnati in attività edili. Bisogna anche ricordare un artista di discreta fama, Gian Battista Comolli, scultore del primo Ottocento (il quale però era di origini piemontesi). Ecco alcune pagine web che ne ricordano l'attività:

Dalla pietra alla carta... Due fratelli Comolli, nel primo Settecento, diedero un significativo contributo alla salvaguardia del patrimonio informativo/documentale della comunità (per il quale si stava dannando anche il celebre Sormani):

Ci sono tracce, inoltre, di altre professioni comollesche:

Quanto allo status socio-economico, i Comolli erano stratificati in varie classi e professioni. Dai più umili (contadini e lavoranti vari) a quelli di rango più elevato.

  • In base ai dati catastali del 1558 relativi alla pieve di Arcisate, i maggiori proprietari terrieri risultano gli "heredi de Georgio Andriolo et Tognino de Comolo" con la bellezza di 871 pertiche (una pertica milanese equivaleva a circa 655 mq). Seguono, dopo Visconti (119 pertiche) e Mozzoni (107 pertiche), il già nominato prete Paolo Comolli (92 pertiche, possedute insieme al nipote), e via via altri Comolli nelle zone basse della classifica. Da notare che all'epoca i terreni di Arcisate sono prevalentemente in mano a privati, mentre quelli di Brenno appartengono per lo più a enti religiosi.
  • Oltre a notai e religiosi, molti Comolli hanno ricoperto cariche pubbliche. In aggiunta ai personaggi e funzionari sopra citati, tra le file dei Comolli della pieve di Arcisate si annoverano: un podestà Francesco Comolli (citato nel 1633) un console Francesco Comolli fu Luigi (1699, che presiede la comunità sottoposta ai Visconti), un console Giovanni Comolli (1746 - Arcisate) e un console Domenico Comolli (1746 - Brenno), un console Francesco Comolli (1750 - Brenno). Nel 1777 risulta una sorta di "monopolio" dei Comolli arcisatesi: Vincenzo Comolli (console), Francesco Comolli (sindaco), Giovanni Maria Comolli (deputato del personale pubblico) e altri notabili. Anche nell'Ottocento e, in misura minore, nel Novecento, negli atti pubblici ricorre spesso il cognome Comolli.

Nell'Ottocento si possono contare svariate apparizioni di Comolli nei documenti ufficiali.

  • Intorno al 1821-1824 un Giambattista Comolli (o Gio. Battista Comolli) viene processato dagli austriaci per tradimento e infine assolto (http://www.cronologia.it/storia/a1821d.htm).
  • Numerosi Comolli sono ricordati tra le vittime del colera (epidemie del 1836 e del 1855).
  • Nell'agosto 1848 le truppe garibaldine, di stanza a Induno, requisiscono ad Arcisate viveri e bestiame: tra i malcapitati c'è un Domenico Comolli a cui viene sequestrato un cavallo.
  • La banda musicale di Arcisate viene fondata nel 1855: il suo primo direttore è Costantino Comolli.
  • Nel 1867 viene istituita la Società di mutuo soccorso fra gli operai, artisti, commercianti e agricoltori di Arcisate. Tra i soci figurano Giacomo Comolli fu Battista e Giovanni Comolli fu Domenico. Tra i consiglieri e controllori c'è Omobono Comolli.
  • L'analoga Società Operaia di Mutuo Soccorso di Brenno (costituita poco più tardi) ha come presidente Rocco Comolli, e vari Comolli tra i soci.

Tra Ottocento e Novecento le vicende dei Comolli e della Valceresio si estendono oltre i confini nazionali. La causa principale è l'emigrazione, ma si intreccia con altri fattori.

  • Come già ricordato, si crea ad esempio una folta comunità di Comolli a Barre, nel Vermont (USA).
    Una lista di Comolli emigrati negli USA prima del 1900 è stata gentilmente fornita da David Baker.
    James Brusa ha segnalato altre tracce di Comolli nel Vermont.
  • Nel 1885 viene fondata a Brenno una Scuola di disegno industriale. Il primo insegnante è Carlo Comolli, figlio di Pietro. Il direttore della scuola è Rocco Comolli (sopra citato come presidente della S.O.M.S.), che nel 1900 ottiene finanziamenti dai concittadini emigrati in America. Nel testo della richiesta, il direttore sottolinea l'ottima reputazione della Scuola: "Fu premiata nell'Esposizione di Milano, Torino, ed ora è l'unica del Mandamento ammessa alla grande Esposizione Universale di Parigi".
  • Un Cesare Comolli lascia tracce di sé in Argentina. "Cesare Comolli nacque a Torino, si stabilì nel sudest della provincia di Cordoba tra La Carlota e Rio Cuarto zona praticamente deserta prima del 1900. Quando iniziò il periodo della colonizzazione, Comolli era ormai una persona molto conosciuta, che aveva viaggiato all’interno del paese latinoamericano e aveva tessuto rapporti con importanti personalità. I grandi latifondisti proprietari nella zona come Julio A. Roca e Antonio De Marchi diedero l’incarico al Comolli di colonizzare le loro terre. Le superfici delle colonie fondate da Comolli ascendevano a 108.746 ettari con l’aiuto di 400 famiglie italiane e con una produzione media annua di cereali che superava le 100.000 tonnellate. Sposò Giuseppina Bruno da cui ebbe in figlio Guido, dottore in scienze economiche e sociali. Negli anni 20 di questo secolo tornò in Italia dove curò con particolare attenzione il frutteto di sua proprietà a Cinzano sulla collina torinese dove disponeva di oltre 10.000 alberi da frutto, meli, peri, peschi, ciliegi, albicocchi. fu insignito dal Ministero dell’Economia Nazionale della medaglia d’argento per la sua attività." (segnalazione di Giancarlo Libert, trifula@libero.it, Uff. Stampa e Relazioni Esterne, Associazione Piemontesi nel Mondo).

Il Novecento si apre con l'ing. Antonio Comolli come sindaco di Arcisate. Molti Comolli lasciano il loro segno nelle vicende locali e non. E molte famiglie Comolli hanno portato su di sé i segni dei tempi.

Da notare che, ancora ai primi del Novecento, il cognome Comolli era talmente frequente ad Arcisate che si rendeva quasi necessario identificare gli individui o i ceppi familiari mediante soprannomi dialettali (segnalazione di Livio Comolli in un articolo dedicato a questo sito - v. anche Dicono di noi).

Comolli caduti nella I Guerra Mondiale:

  • Comolli Alfieri (di Carlo): caporale 42° regg. Fanteria, nato il 28 ottobre 1885 a Brenno Useria, disperso il 10 ottobre 1916 sul Carso in azione di combattimento; Medaglia di bronzo al valor Militare.
  • Comolli Cesare (di Pietro): caporale magg. 15° regg. Bersaglieri, nato il 2 novembre 1883 ad Arcisate, morto il 23 settembre 1916 sul campo per ferite riportate in combattimento.
  • Comolli Eligio (di Giovanni): caporale 154° regg. Fanteria, nato il 19 settembre 1891 ad Arcisate, morto il 24 novembre 1915 a Oslavia per le ferite riportate in combattimento.
  • Comolli Giovanni (di Domenico): caporale 68° regg. Fanteria, nato il 23 ottobre 1888 ad Arcisate, morto il 9 dicembre 1916 ad Arcisate per malattia.
  • Comolli Umberto (di Angelo): soldato 53° regg. Fanteria, nato il 21 febbraio 1893 ad Arcisate, morto il 4 novembre 1918 a La Spezia per malattia.

Comolli caduti nella II Guerra Mondiale:

  • Comolli Giuseppe, soldato (mancano altri dati).
  • Comolli Luciano, partigiano (a cui sono intitolati Largo Comolli a Varese, vicino alla Stazione Nord, e una via Comolli a Brenno).
  • Si ha notizia anche di un Comolli piacentino, partigiano: il comandante di brigata Giuseppe Comolli detto "Pippo" (vedere www.partigiani-piacentini.net/storia.htm).
  • Un sergente Comolli è ricordato nell'ambito della battaglia di Isbuscenskij, tra cavalleria italiana e armata rossa, 23 agosto 1942 (http://www.cronologia.it/battaglie/batta40.htm).
  • Valentina Comolli segnala che molti Comolli lombardi vivono a Oleggio Castello e uno è citato nel libro di Giorgio Bacchetta L'imboscata al "Prascìn". Ricordi di guerra ed episodi partigiani (ed. Hudson's, Arona 1998).
  • Il sottotenente Riccardo Comolli viene decorato (alla memoria) con la medaglia di bronzo al valor militare:
    "Dalla Gazzetta Ufficiale n. 231 del 13 settembre 1956 (Supplemento Ordinario):
    MEDAGLIE di BRONZO al VALOR MILITARE
    COMOLLI Riccardo di Roberto, distretto Roma, classe 1919, sottotenente, 3° artiglieria alpina (alla memoria)
    Avuti i pezzi inutilizzati in precedente azione si distingueva in aspro ripiegamento per ardire e sereno coraggio personale, partecipando a furiose lotte corpo a corpo per aprire un varco tra le masse avversarie fino a quando, catturato, decedeva in prigionia – Fronte russo, 18 dicembre 1942-28 gennaio 1943."

    (si ringraziano per la segnalazione il dott. Mario Gallotta, Associazione Nazionale Alpini, Gruppo di Ferrara, e il Cap. Nilo Pes).

    Durante la guerra si distingue, tra gli altri, Giuseppe Comolli, veneziano (1919-1973): sergente maggiore del 3.o Bersaglieri, promosso per meriti di guerra, diventa radiotelegrafista e poi cineoperatore. Realizza per l'Istituto Luce numerosissimi filmati e documentari di guerra (Grecia, Albania, Russia). E' assistente operatore per Francesco De Robertis e collega di Aldo Tonti (famoso direttore della fotografia). Nel dopoguerra lavora come documentarista con registi importanti.
    Giuseppe Comolli: foto in divisa - ritaglio dal volume di Piero Zanotto, "Censimento del cinema ambientale 1895-2002", ed. Marsilio - ingrandimento del ritaglio.
    Dati e immagini sono stati forniti dal figlio, Aldo Comolli, cavaliere di San Marco.

A partire dal secondo dopoguerra numerose sono le apparizioni e tracce pubbliche dei Comolli (tra cui la progettazione del grattacielo Pirelli, a Milano, opera dell'ing. Santo Comolli, vedi Comolli famosi), ma sarebbe improponibile riassumerle qui, e forse inutile dato che i Comolli viventi ne conservano probabilmente memoria diretta. Sarebbe bello se questo sito fosse uno strumento di raccolta e diffusione per queste memorie contigue o condivise.

Altre spigolature trovate qua e là:

  • In epoca napoleonica un Comolli appare come ufficiale nell'esercito della Repubblica Cisalpina e si occupa del reclutamento di volontari: Luca M. Comolli, di Milano, ha inviato una copia di un bando di reclutamento firmato da questo Comolli (bando di reclutamento: immagine .gif, 41 KB), segnalando anche la presenza storica di numerosi Comolli anche in Piemonte e in particolare nella zona di Alessandria - come in questo caso.
  • Nel 1895 Angelo Comolli (1863-1943), a Milano, dà lavoro al quattordicenne Carlo Carrà come garzone muratore. Carrà è ai suoi primi passi nel mondo, dopo la perdita della madre, e diventerà uno dei più celebri pittori italiani del primo Novecento (http://www.galleriailtriangolo.com/carràmorandi.htm). Grazie a segnalazioni di visitatori del nostro sito, ad esempio Paolo Passerini e Felice Asnaghi, ecco qualche dettaglio su Angelo Comolli. Pittore (negli anni Venti ha affrescato ad esempio la chiesa di Figino Serenza) e professore (docente di pittura a Brera), Angelo Comolli è stato un artista di fama, figlio di un altro artista, Ambrogio. Maggiori informazioni si possono trovare nel sito del Comune di Morimondo, dove risiede il museo civico di Angelo Comolli: http://www.comune.morimondo.mi.it. V. anche Comolli famosi.
  • Segnalazione del prof. Maurizio Antonioli su un Comolli dalla vita avventurosa tra Ottocento e Novecento: "Durante una ricerca biografica per un progetto delle Università di Milano, Trieste, Teramo e Messina, ho rintracciato tal Ludovico Comolli, nato a Brenno Useria il 16 settembre 1872 da Francesco e Carolina Gatti, cementista e stuccatore, anarchico, processato nel 1889 (ma assolto) per associazione a delinquere contro la sicurezza dello Stato, emigrato in Svizzera e poi a Londra negli anni Novanta. Nel 1930 abitava in via Ampère a Milano e lavorava nella ditta del fratello Antonio. La sua scheda si trova presso l'Archivo Centrale dello Stato, Casellario Politico Centrale, b. 1431."
  • Il capitano Gaetano Comolli (vedi A.N. Alpini, gruppo di Stradella: http://web.infinito.it/utenti/f/f.righi/index.html) ha meritato una Medaglia d'argento al Valor Militare, presumibilmente nella Prima Guerra Mondiale: http://web.infinito.it/utenti/f/f.righi/medaglie.html.
  • Nel 1929 il maestro Carlo Comolli, maresciallo dell'Esercito in pensione, che aveva prestato servizio nella banda militare di Corno, viene chiamato a dirigere il complesso bandistico "G.Verdi" di Riola Vergato, paese sulla S.S. 64 porrettana a metà strada tra Bologna e Pistoia (http://www.bandamusicale.it/regioni/emiliaromagna/bologna/riola/riola.php).
  • Comolli Benoit, tenente nell'esercito inglese, è caduto in azione nel 1944 (vedere http://www.angelfire.com/sk/lestwe/canloan.html).
  • Comolli Charlie, residente in Arizona, caduto in azione nella guerra di Corea (1953): http://distantcousin.com/military/korea/az/c.html.
  • Un Comolli non identificato appare nella lista di passeggeri di un viaggio in nave Inghilterra-New York (1903): http://distantcousin.com/links/ships/search/1900/1903/stpaul.html.
  • Nella storia dell'architettura è citata la casa Rustici-Comolli a Milano, progetto degli anni Trenta degli architetti Terragni e Lingeri (cerca con Google).
  • Nella storia dell'ingegneria edile ricorre il nome di Santo Comolli, ingegnere meneghino (ma originario di Induno Olona) che a Milano è stato tra i protagonisti della costruzione del grattacielo Piaggio e del grattacielo Pirelli (v. Comolli famosi)
  • Anni Novanta-Duemila: Paola Comolli è un'artista contemporanea, milanese-parigina (http://www.6sulweb.it/inserzioni/arte/intro.html).
  • Anni Novanta-Duemila: don Gianmaria Comolli, cappellano dell'ospedale S.Giuseppe di Milano, è noto nel settore del volontariato e dell'assistenza socioumanitaria (http://www.google.it/search?q=gianmaria+comolli&hl=it&lr=).
  • Ramificazioni comollesche (geografiche e artistiche) tra Francia, Veneto e Sardegna: la famiglia di Céline Comolli.
  • Sul Web è (sarà) possibile rintracciare progressivamente altri riferimenti e notizie...

V. anche Comolli famosi.

Chi avesse notizie o curiosità, può scrivere una mail (fabrizio@comolli.it) oppure lasciare un messaggio nel Comolli Forum.

 

Parte delle informazioni e delle immagini sono tratte da:
G.Buzzi - C.Buzzi, Arcisate. Secoli di rintocchi e voci dal silenzio, Edizione Casa Nostra - Pro Arcisate, 1999.

Nota: alcuni Comolli famosi nella storia sono citati nel Dizionario biografico degli Italiani (vol. 27, p. 617-626), opera istituzionale della Enciclopedia Italiana.
[si ringrazia per la segnalazione il dott. Lorenzo Franchini, Assistente alla Presidenza della Treccani]
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Sito a cura di Fabrizio Comolli (fabrizio@comolli.it )
Ultimo aggiornamento: 05.12.2007
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