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Un cognome scolpito nella pietra... | Storia di Arcisate e della Valceresio | Apparizioni documentate del cognome Comolli

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Arcisate: stemma del comune

Storia di Arcisate e della Valceresio

Il comune di Arcisate, 4 Km circa a nord di Varese, confina: a nord con Ganna, Cuasso, Bisuschio; a ovest con Induno Olona e Valganna; a sud con Induno Olona e Cantello; a est con Viggiù. L'attuale territorio del comune di Arcisate include tre località:

  • Arcisate (anticamente il nome appare anche come Arcidiate, Arsizate, Arsicate, Arcizate, Arcisatum e altre varianti);
  • Brenno Useria (fino alla metà del XIX secolo la denominazione era "Breno", con una N); il territorio di Brenno è stato inglobato nel comune di Arcisate nel 1928;
  • Velmaio (inglobato dal 1968).

L'origine del nome di Arcisate è ancora discussa, ecco alcune ipotesi:

  • Arx Isarcorum (rocca degli Isarci);
  • Ara Caesaris (altare di Cesare);
  • Arx Gypsaria (rocca del gesso, o della calce);
  • secondo alcuni può derivare dal nome proprio di persona Arcisius o Arcisus;
  • secondo altri potrebbe derivare invece dalla posizione geografica: Arc- dal Monte Arco (Monarco) che le sorge alle spalle, is- cioè "sotto"; -ate sta per "località".

Brenno deriverebbe il suo nome dal termine celtico bren, "luogo boscoso" (a parere di G. Buzzi, dalla cui opera sotto citata sono tratte quasi tutte queste informazioni, "non è il caso di scomodare Brenno, capo dei Galli"). Useria (il Monte Useria ospita un santuario mariano e fu sede di eremiti) si trova in passato in varie grafie: Luceria, Lusellina, Uceria, Uxelia, Ucelia, Ucelma, Oselina. La spiegazione più accreditata è che il Monte (o meglio colle) Useria sia stato così chiamato in quanto "Monte degli uccelli" (dizione dialettale suffragata da dati storici).

La frazione Velmaio deve il suo nome alla locuzione Vallum Marii (valle/accampamento di Mario) o a Velme (melma, palude) o a Videmario (nome proprio germanico: Widemar). In epoca rinascimentale era una riserva di caccia amata da Francesco III d'Este, duca di Modena e signore di Varese.

Le notizie storiche su queste località non mancano, ma sono ancora poco sistematizzate. Una storia comunque interessante, non fosse che per questi due singolari spunti. Nel British Museum di Londra è conservato il cosiddetto "Tesoro di Arcisate": cinque pezzi di argenteria dell'epoca romana (I secolo a.C.), ritrovati ad Arcisate intorno al 1900. Altro dettaglio storico significativo: Nicolò Sormani (1686-1767), prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano (a lui oggi intitolata), era nato a Brusimpiano e nel 1728 dedicò un manoscritto alla storia della Pieve di Arcisate. Questo documento è stato pubblicato nel 1960 dalla Società Storica Varesina.

Di certo la storia di Arcisate e della Valceresio affonda le sue radici in epoca romana se non anteriore. Tra le popolazioni che si sono succedute nella zona si possono ricordare:

  • Liguri, di cui resta qualche eco dialettale (e forse i nomi di località con desinenza -asco, -osco, -usco);
  • Etruschi: con ogni probabilità, non una presenza fisica massiccia, ma infiltrazioni e influssi culturali-commerciali documentati;
  • Celti (Galli), da cui la celebre denominazione di "Gallia Cisalpina" per la pianura padana: alcune tribù celtiche erano presenti da tempo immemorabile (come gli Insubri, i Boi, i Cenomani), altre giunsero a più ondate sotto forma di invasioni (nel VI sec. A.C. secondo Tito Livio; nel IV sec. A.C. secondo Polibio e Paolo Diacono - invasione dei Senoni comandati da Brenno);
  • Romani, che tra il 225 a.C. e il 190 a.C. scacciarono le popolazioni celtiche e inglobarono l'Italia Settentrionale;
  • invasioni barbariche tra il V e il VI sec. d.C.: Visigoti, Unni, Eruli, Ostrogoti;
  • occupazioni "civilizzatrici" (dopo il declino dell'impero romano): Longobardi (VI-VII sec.) e Franchi (dal sec. VIII fino all'epoca dei Comuni e al medioevo).

Gran parte della documentazione storica è legata alle vicende della Chiesa cattolica: suddivisioni in diocesi e pievi, atti e documenti relativi ai rapporti (non sempre pacifici) con i poteri laici, e via dicendo. Di Arcisate ad esempio si possono menzionare dettagli storici remoti, come il fatto che (pur appartenendo oggi alla diocesi di Milano) pare che originariamente rientrasse in quella di Como. La diocesi di Como infatti venne istituita da S. Ambrogio nell'anno 379 in base ai confini del municipio: le zone di Arcisate, Varese, Appiano, Cuvio e Seprio appartenevano appunto al municipio di Como.

Le origini della chiesa di S. Vittore vengono fatte risalire al VII secolo. A fianco della chiesa sorge un Battistero, sulla cui datazione le opinioni sono discordi (secolo IV-V, VIII oppure X). La chiesa di S. Alessandro viene citata a partire da documenti del XIII secolo.

Il più antico testo storico in cui viene menzionata Arcisate è un atto del 2 novembre 1095: Arnolfo, arcivescovo di Milano, concede un privilegio alla chiesa di S. Gemolo (di Ganna), regolando una questione che la vedeva "in concorrenza" con la chiesa di S. Vittore (di Arcisate). In pratica, Ganna viene in tale occasione scissa dalla pieve di Arcisate (che includeva Viggiù, Induno, Bisuschio, Cuasso, Ligurno con Cazzone, Clivio, Besano, Porto, Saltrio, Brenno, Brusimpiano). Tra i firmatari risulta l'arciprete di Arcisate, Adamo. Il paese è chiamato in vari modi nello stesso documento: Arhidiate, Arcidiate, Archidiate, Arsidiate.

Nel medioevo Arcisate rientra, per la topografia laica, nel contado (Comitato) del Seprio, che dopo una fase di autonomia venne assoggettato al dominio milanese dei Visconti. La storia di questa zona fu abbastanza tormentata, includendo le incursioni di Federico Barbarossa, l'interminabile conflitto tra Como e Milano (in particolare dal 1118 al 1127), le faide tra guelfi e ghibellini.

Nel 1484 una parte della pieve di Arcisate fu ceduta alla famiglia degli Arcimboldi, che ne divennero quindi co-feudatari a fianco dei Visconti. La situazione restò più o meno invariata per secoli.

Alla fine del 1727 il feudo venne riunito nelle mani del conte Giulio Visconti Borromeo Arese per ordine dell'imperatore Carlo VI. Causa mancanza di eredi, alla morte del conte il feudo passò alla figlia Paola che sposò Antonio Litta. Quando in seguito i feudi vennero soppressi, la pieve di Arcisate risultava appartenere alle sorelle Litta.

Tra il Settecento e l'Ottocento si verificano non poche rivoluzioni geopolitiche.

  • Sotto la dominazione austriaca (editto di Maria Teresa del 1757) la pieve di Arcisate è una delle 57 pievi che appartengono al Ducato di Milano; nel 1785 diventa un Distretto della Provincia di Milano (con una breve parentesi di appartenenza alla Provincia di Gallarate, poi soppressa, dal 1786 al 1791).
  • Sotto la dominazione francese, nel periodo napoleonico (1796-1815), il territorio viene suddiviso in Dipartimenti - Distretti - Cantoni (questi ultimi comprendenti un gruppo di Comuni limitrofi). Il varesotto viene incluso dapprima nel Dipartimento del Verbano, quindi in quello dell'Olona e infine in quello del Lario. In questo periodo Arcisate fa parte del Cantone di Viggiù.
  • Con la restaurazione e il ritorno degli austriaci di Francesco I (1815), il territorio viene di nuovo suddiviso in Province e Distretti. Arcisate è uno dei Distretti della Provincia di Como.

Le vicende della II Guerra d'Indipendenza attraversano anche il varesotto. Il 25 maggio 1859 Garibaldi è a Varese per scontrarsi con gli austriaci provenienti da Como. Nel susseguirsi di scontri e spostamenti tattico-strategici, il teatro delle operazioni include anche Arcisate e altri paesi della Valceresio. Nello stesso 1859, come è noto, un armistizio tra Napoleone III e Francesco Giuseppe determina da parte dell'Austria la cessione della Lombardia alla Francia, che la "gira" seduta stante al Piemonte dei Savoia.

Sotto il dominio piemontese il territorio è suddiviso in Province - Circondari - Mandamenti (Legge 25 aprile 1859 di Vittorio Emanuele I). La Provincia di Como comprende i Circondari di Como, Varese e Lecco. Il Circondario di Varese è formato da otto Mandamenti, tra cui quello di Arcisate. Il Mandamento di Arcisate include 16 paesi:

  • Arcisate (capomandamento),
  • Ardena,
  • Besano,
  • Bisuschio,
  • Brenno,
  • Brusimpiano,
  • Cazzone con Ligurno, Gaggiolo e Velmaio,
  • Clivio,
  • Cuasso al Monte e al Piano,
  • Induno con Frascarolo,
  • Lavena,
  • Marzio,
  • Porto,
  • Saltrio,
  • Valganna,
  • Viggiù.

Con un piccolo salto al Novecento, il Comune di Arcisate finisce per appartenere alla Provincia di Varese e, come anticipato, include i paesi di Brenno Useria (dal 1928) e di Velmaio (dal 1968).

 

Informazioni e immagini tratte da:
G.Buzzi - C.Buzzi, Arcisate. Secoli di rintocchi e voci dal silenzio, Edizione Casa Nostra - Pro Arcisate, 1999.

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Sito a cura di Fabrizio Comolli (fabrizio@comolli.it )
Ultimo aggiornamento: 04.11.2004
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